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PIATTAFORMA

Contro l’allargarsi di questi scenari un gruppo di lavoratori di Pescara (conosciutisi nell’esperienza del Forum Lavoro) hanno deciso di creare un nuovo soggetto politico-sindacale: la camera del lavoro precario, che si propone di organizzare il rifiuto del precariato (a partire dall’abolizione del Pacchetto Treu), con l’intento di rendere noti i “diritti” dei lavoratori precari, di unire le lotte comuni a tutti i lavoratori.
La CdL Precario ritiene che l’introduzione di queste forme di flessibilità del mercato del lavoro coprano, in realtà, forme di precarizzazione volte alla eliminazione di quei diritti frutto delle battaglie dei lavoratori e dell’avanzamento nei rapporti tra capitale e lavoro negli anni ’70.
Riteniamo, a tal proposito che si stia attuando una volontà politica, da parte di questo governo e dei suoi predecessori di centro-sinistra, diretta traduzione degli interessi economici dominanti, di livellamento verso il basso dei diritti dei lavoratori.
Le stesse ipotesi di piattaforma presentate dalle strutture di rappresentanza dei lavoratori “precari”, es. Nidil per quanto riguarda le collaborazioni coordinate e continuative, pur mostrando apparente sensibilità verso diritti attualmente non riconosciuti (minimo salariale, malattia, ferie, materità...) in realtà evidenzino tutte le contraddizioni di una strategia sindacale concertativi; in verità l’estensione a questi lavoratori di questi diritti equivarrebbe allo smascheramento di un rapporto di lavoro che viene spacciato per autonomo ma presenta tutte le caratteristiche di un lavoro di tipo subordinato (rapporto gerarchico, rigidità nell’orario di prestazione, utilizzo di mezzi di lavoro non propri..) senza riconoscimento giuridico. Chi fa tali proposte in realtà, nella migliore delle ipotesi intende solo mediare questi diritti mantenendo quell’ambiguità di fondo che è la ragione stessa dell’esistenza dei Co.co.co.
Noi non siamo per un riconoscimento simbolico e mediato ma per un riconoscimento totale e senza condizione delle garanzie legate al lavoro subordinato e a tempo indeterminato. E per tale ragione che intendiamo sviluppare una battaglia politico culturale per l’abrogazione delle norme che hanno diffuso il precariato e nell’immediato chiediamo la trasformazione di questi rapporti di lavoro (interinali, co.co.co, tempo determinato…) in contratti di lavoro subordinato e a tempo determinato.
Chiediamo, nell’ottica della costruzione di una piattaforma generale del mondo del lavoro che unifichi la lotta dei precari e quella dei lavoratori cd. “garantiti”:

  • Trasformazione dei contratti “atipici” in contratti a tempo indeterminato
  • Ripristino del meccanismo della scala mobile che tuteli salari dall’inflazione
  • Riduzione generalizzata dell’orario di lavoro a parità di salario
  • Salari e stipendi europei;
  • Estensione dell’art. 18 a tutti i lavoratori che non ne usufruiscono

Progetto grafico: Andrea Gileno - Visual Communication Projets